Chi sono
Ritratto di Erika De Benedetto al lavoro

Ho imparato a dipingere la realtà. Poi ho sentito il bisogno di raccontare ciò che non si vede.

Mi chiamo Erika De Benedetto, sono un'artista contemporanea salentina e il mio percorso nella pittura è cominciato molto prima che trovassi uno stile in cui riconoscermi.

Appena terminato il Liceo Artistico, cercavo ogni occasione per esporre i miei lavori. Collettive, personali, piccoli eventi: avevo ancora tanto da imparare, ma già un desiderio fortissimo di condividere la mia arte.

Sapevo rappresentare ciò che vedevo, ma non riuscivo ancora a raccontare ciò che sentivo.

Mi sono dedicata allo studio della pittura a olio, guidata anche dal maestro Maurizio Muscettola. Ho approfondito il realismo e il ritratto, ricercando precisione, misura e controllo.

Cercavo la perfezione in ogni sfumatura, finché mi sono accorta che, mentre la tecnica diventava sempre più precisa, qualcosa di essenziale si stava perdendo: la mia voce.

Non cercavo più soltanto una tecnica, ma un linguaggio che fosse davvero mio.

Dettaglio del supporto OSB

È stato proprio in un materiale imperfetto che ho trovato qualcosa che mi somigliava.

Per anni avevo sperimentato supporti diversi. Mio padre, che è un falegname, mi ha sempre proposto materiali nuovi e tra questi c'era l'OSB, un supporto grezzo fatto di scaglie irregolari, che per tanto tempo non mi era piaciuto affatto, proprio perché lontanissimo dall'idea di bellezza che cercavo nella pittura.

Durante una fase di ricerca artistica, però, ho iniziato a guardarlo in modo diverso: ho capito che quella materia così scomposta, così poco docile, poteva raccontare qualcosa che fino a quel momento non ero riuscita a dire.

Primo esperimento artistico con pennelli, bozzetto e supporto OSB

Poi, una sera, è arrivata un'intuizione che ha dato una direzione alla mia ricerca.

Non volevo più nascondere quel legno sotto il colore. Volevo lasciare che le sue scaglie irregolari continuassero a raccontare qualcosa.

Così ho iniziato a lasciare una parte dell'OSB scoperta, come simbolo del passato, e ad affidare al colore il racconto del presente.

Per la prima volta, il materiale non era più soltanto un supporto su cui dipingere. Era diventato parte della storia che volevo raccontare.

Dettaglio materico di un’opera contemporanea

È così che è nato OLTRE, un viaggio artistico attraverso sogni, paure, confini, cambiamenti e rinascite.

Un percorso che inizialmente raccontava qualcosa di profondamente mio, ma che, nel tempo, avrebbe incontrato anche le storie degli altri.

Erika De Benedetto incontra i visitatori durante una mostra

Quando ho portato questo viaggio in mostra, è successo qualcosa che non avevo previsto.

Le persone si riconoscevano nelle mie opere. Alcune tornavano per rivivere il percorso, altre mi lasciavano parole che custodisco ancora oggi.

Ho capito allora che ciò che avevo affidato ai miei quadri, attraverso le mie emozioni e le mie esperienze, poteva parlare anche della vita di qualcun altro.

Da quel momento ho desiderato che le persone non si limitassero a guardare le mie opere, ma potessero riconoscere, attraverso di esse, qualcosa di sé.

Non so dove mi porterà l'arte.
So soltanto che ho ancora tanto da raccontare.

Il mio percorso espositivo

  1. Formazione

    Diploma al Liceo Artistico e formazione pittorica con Maurizio Muscettola.

  2. 2011

    Prima mostra personale, “Colori impazziti”.

  3. 2016

    Primo Premio XXXI Trofeo Città di Lecce e Premio Beato Angelico.

  4. 2025

    OLTRE, due tappe espositive a Tricase, e progetto artistico per la convention GalileoLife a Otranto.

  5. 2025

    Riconoscimento Inner Wheel Distretto 210 per l’imprenditoria.